L'«Eurofobia» come paura dell'Europa,
di un modello ed un idem sentire sedimentato nei secoli ma pur
sempre a determinazione progressiva. Paura, o fobìa, di un
principio umanista, di un riferimento comunitario e poliedrico, di una
continua sfida dell'uomo con se stesso. Paura, in breve, di ogni
realizzazione responsabile dell'individuo come fusione di corpo e
spirito, secondo dei principî comuni tanto alla razionalità umanista
quanto alla fede naturale di un germanesimo primitivo. Una paura che,
dietro la fittizia accusa di una degenerazione morale dei costumi,
nasconde solo l'odio di chi si sente inferiore, di quei facili profeti
del nulla che contrabbandano il proprio parassitismo dietro una
prospettiva di vita puramente desertica ...
Art. 13: «... I prigionieri di guerra
devono parimenti esser protetti in ogni tempo specialmente contro
gli atti di violenza e d’intimidazione, contro gli insulti e la
pubblica curiosità. - Le misure di rappresaglia nei loro confronti
sono proibite». Art. 14: «I
prigionieri di guerra hanno diritto, in ogni circostanza, al
rispetto della loro personalità e del loro onore ...»
[Convenzione di Ginevra sullo Stato dei Prigionieri di Guerra, 12 agosto
1949]
Le foto rappresentano un gruppo di
giovani reclute Serbe
fatte prigioniere da un Contingente dello KFOR ed esibite al fotografo come un trofeo,
immagini poi diffuse sui media mondiali (tra cui un sito gay-fetish danese
per cultori deviati di uniformi e catene
...) senza celarne l'identità [dettaglio]
CIPRO 1974:
l'invasione turca
Il diritto internazionale